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Le Vitamine

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Le Vitamine

La Vitaminologia negli ultimi anni ha fatto dei progressi eccezionali in quanto le vitamine, considerate fino agli anni 2000 come sostanze indispensabili per prevenire le malattie da carenza alimentare hanno avuto successivamente una importanza eccezionale perché assunte in quantitativi molto elevati svolgono un RUOLO PROTETTIVO su tutti gli organi ed apparati dell’organismo umano ed in particolare sul cuore, sul cervello, sull’apparato digerente e sulla cute ed i suoi annessi.

Le VITAMINE, assunte in quantità ottimale, potenziando al massimo i meccanismi biologici di difesa, ci danno la possibilità di bloccare l’attività sia degli agenti patogeni che di quelli oncogeni, di vincere le malattie e di godere di un ottimo stato di salute e di efficienza fisica e di ottenere, di conseguenza, un reale BENESSERE.

Le Vitamine per il loro potere di attivare tutti i processi metabolici contribuiscono notevolmente a ritardare l’invecchiamento generale, specie di alcuni organi e tessuti come il nervoso ed il cutaneo. 

Biochimica e Fisiologia delle Vitamine
Il meccanismo d'azione delle Vitamine
Le azioni protettive delle Vitamine
Le Vitamine nella Dietetica
L'Integrazione Vitaminica nella Dieta
L'integrazione Vitaminica per il Bambino
L'integrazione Vitaminica per l'Anziano
L'integrazione Vitaminica per la Donna
L'integrazione Vitaminica per gli Sportivi

 

BIOCHIMICA E FISIOLOGIA DELLE VITAMINE

Le vitamine sono sostanze di natura organica indispensabili per la vita e per l’accrescimento. Esse sono prodotte soprattutto nel regno vegetale, per lo più non vengono sintetizzate dagli organismi animali e pertanto devono essere assunte preformate assieme agli alimenti. Quali catalizzatori organici alcune vitamine svolgono fondamentalmente la loro azione nell’ambito delle reazioni enzimatiche e si trasformano in composti fisiologicamente attivi, i coenzimi, i quali costituiscono il gruppo attivo di molti sistemi enzimatici; alcune vitamine, inoltre, intervengono nelle reazioni enzimatiche controllando l’integrità strutturale della cellula e dei suoi organuli. Altra funzione fondamentale delle vitamine è quella di influenzare i processi di sintesi di alcuni ormoni e degli anticorpi. Le vitamine devono essere assunte con la dieta in quantità adeguata, altrimenti possono insorgere gravi malattie da carenza nel cui quadro morboso generalmente predominano disturbi metabolici. 

Stati di ipovitaminosi si possono avere quando la quantità di vitamine introdotte non è sufficiente ai bisogni dell’organismo come anche stati di ipervitaminosi, specie per quelle liposolubili, si possono avere quando eccessiva è la quantità di vitamine che si somministra. Le vitamine sono rappresentate da un gruppo eterogeneo di composti chimici ed il loro raggruppamento è stato effettuato secondo la solubilità nell’acqua o nei lipidi.

Vitamine liposolubili sono: la vitamina A, la vitamina D, la vitamina E, la vitamina K e gli acidi grassi essenziali.

Vitamine idrosolubili sono: la tiamina, la riboflavina, la niacina, la piridossina, la vitamina B12, l’acido folico, l’acido pantotenico, la biotina e la vitamina C.

Le vitamine seguono nell’assorbimento le stesse vie seguite dagli altri principi nutritivi; così le vitamine idrosolubili vengono assorbite nell’intestino tenue assieme ai glicidi ed ai protidi, quelle liposolubili assieme ai lipidi.

Mentre alcune vitamine, come la A e la D, possono accumularsi in determinati organi e tessuti, le altre sono, in genere, rapidamente metabolizzate ed il loro eccesso viene eliminato. Alcune vitamine risentono dell’azione di agenti fisici e chimici e, pertanto , il loro contenuto negli alimenti è influenzato dal trattamento tecnologico di cottura cui l’alimento è stato sottoposto.

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IL MECCANISCMO D'AZIONE DELLE VITAMINE

L’intervento delle vitamine nelle reazione del metabolismo intermedio è essenziale per cui la loro presenza è indispensabile per lo svolgersi delle reazioni stesse. In particolare le vitamine idrosolubili, ad eccezione della vitamina C, entrando a far parte della molecola dei coenzimi svolgono un’azione biocatalizzatrice e la loro carenza porta a delle alterazioni del metabolismo che s’instaurano ancora prima delle manifestazioni cliniche.

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LE AZIONI PROTETTIVE DELLE VITAMINE

Le vitamine svolgono un importante ruolo: quello protettivo; esse infatti proteggono le cellule ed i sistemi biologici dall’azione lesiva degli agenti chimici, fisici, batterici e virali. La sempre più larga introduzione in terapia di molecole di sintesi, l’immissione nell’ambiente di sostanze tossiche e l’uso crescente di additivi alimentari, coloranti e conservanti determinano un maggiore inquinamento interno particolarmente dannoso per il protoplasma cellulare. Inoltre nell’organismo si accumulano, a causa delle errate abitudini alimentari, metaboliti intermedi che alterano considerevolmente gli equilibri biochimici e che sono uno degli elementi determinanti delle malattie metaboliche e degenerative.

Fondamentalmente l’azione protettiva delle vitamine consiste o nell’attivare le funzioni fisiologiche oppure nel potenziare e mantenere integre le difese organiche e pertanto esse vengono sempre più impiegate in alimentazione ed in terapia. Le azioni protettive svolte dalle vitamine sono strettamente correlate alle molteplici funzioni metaboliche che esse esplicano trasformandosi nei rispettivi composti fisiologicamente attivi: i coenzimi.

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LE VITAMINE NELLA DIETETICA

L’assunzione giornaliera di quantitativi adeguati di vitamine è una esigenza che sempre più viene riaffermata per le conoscenze molto approfondite che oggi abbiamo sul ruolo, biologico che tali molecole svolgono nell’essere vivente. Naturalmente, come in tutti i settori scientifici, anche in quello della vitaminologia si sono verificate delle situazioni create dalle nuove tecnologie introdotte nella produzione, trasformazione e conservazione degli alimenti, dalle mutate condizioni di vita, specie per quanto riguarda l’alimentazione, dalle modifiche che si sono verificate nell’ambiente a causa dell’industrializzazione e dalla introduzione in terapia di molecole di sentesi a struttura complessa.

Per una perfetta efficienza fisica e psichica dell’individuo è infatti indispensabile che nell’organismo vi siano delle concentrazioni di vitamine tali che le reazioni chimiche ed i sistemi enzimatici agiscano in modo perfetto sia per quanto riguarda i fenomeni energetici che quelli biosintetici. L’acido pantotenico, la niacina e la riboflavina son coinvolti nella sintesi degli acidi grassi e nelle reazioni di ossidazione, sotto forma di coenzimi. Altre vitamine, come la B12 ed i coenzimi dell’acido folico provvedono ad equilibrare il “pool” dei radicali “metile”, indispensabile per la biosintesi dei fosfolipidi.

La vitamina C gioca un ruolo di particolare importanza nel metabolismo e nelle funzioni dei polimorfonucleati neutrofili e, intervenendo nella catena respiratoria microsomiale, promuove la trasformazione del colesterolo in acidi biliari. Gli acidi grassi essenziali entrano nella costituzione dei fosfolipidi che compongono la struttura delle membrane biologiche e, per la loro configurazione sterica, ne condizionano la fluidità, la permeabilità e l’attività enzimatica. Inoltre sono i precursori di una famiglia di composti, le prostaglandine, che svolgono un ruolo di primaria importanza in numerose attività dell’organismo.

Una delle funzioni più importanti riconosciute alla vitamine E è quella di prevenire la perossidazione degli acidi grassi polinsaturi, ma si ritiene che intervenga anche nel modulare la funzione ed il metabolismo delle prostagliandine.

Infine la vitamina A interviene nella sintesi dei glicolipidi, dei mucopolisaccaridi e della cheratina e mantiene l’integrità morfologica e funzionale delle membrane cellulari e subcellulari interponendosi tra i lipidi e le proteine. Mentre alcune vitamine, come la A e la D, possono accumularsi in determinati organi e tessuti, le altre sono, in genere, rapidamente metabolizzate.

Alcune vitamine (come la C, A, E, tiamina e riboflavina) risentono dell’azione di agenti fisici e chimici e, pertanto, il loro contenuto negli alimenti è influenzato dal trattamento tecnologico e di cottura cui l’alimento è stato sottoposto.

Molte sono le cause che possono portare ad una ipovitaminosi. Le tecniche di preparazione e di conservazione degli alimenti possono provocare ingenti perdite vitaminiche, le diete squilibrate, le interferenze con i farmaci, gli aumentati fabbisogni in determinati periodi della vita ed alcune malattie possono condurre a delle alterazioni del metabolismo cellulare, pur senza determinare l’insorgenza di manifestazioni cliniche evidenti. Nell’avitaminosi grave il sintomo relativo alla mancanza di una singola vitamina è facilmente riconoscibile, ma nelle forme subcliniche ci riesce alquanto difficile sia perché la sintomatologia è sfumata, sia perché il deficit vitaminico è spesso molteplice.

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L'INTEGRAZIONE VITAMINICA NELLA DIETA

 La integrazione vitaminica della dieta rappresenta una delle esigenze da soddisfare con molta determinazione da parte dell’uomo della società contemporanea. “La piena efficienza fisica e psichica dell’individuo è condizionata dall’introduzione delle vitamine in concentrazioni ottimali tali da modulare correttamente reazioni chimiche e sistemi enzimatici. In questo modo si realizza l’omeostasi sia per quanto riguarda i fenomeni energetici che quelli biosintetici”. Con questa frase già negli anni Sessanta indicai l’assoluta necessità, per particolari categorie di individui (giovani, donne, anziani, malati che prendevano farmaci, fumatori e sportivi), di integrare la propria alimentazione con adeguati quantitativi di vitamine.

L’indispensabilità della integrazione vitaminica è strettamente correlata allo stesso concetto di vitamine, sostanze naturali indispensabili per l’accrescimento e per le migliori condizioni di vita; pertanto con tutta tranquillità le vitamine possono essere assunte nei quantitativi accomandati anche per lunghi periodi di tempo essendo praticamente prive di tossicità ed inoltre non danno assuefazione. Le vitamine per la loro particolare sensibilità agli agenti chimici e fisici, subiscono negli alimenti una notevole diminuzione per cui difficilmente si riesce ad assumere con gli alimenti quelle quantità necessarie ed indispensabili indicate come fabbisogno giornaliero.

Molti fattori inoltre contribuiscono a creare degli stati di ipovitaminosi com per es. l’assunzione di farmaci disvitaminizzanti, la ridotta efficienza dei meccanismi di assorbimento delle vitamine o della loro trasformazione di composti fisiologicamente attivi come i coenzimi. Le vitamine poi posseggono, quando presenti nei liquidi biologici dell’ambiente interno, degli effetti protettivi di notevole importanza per cui è necessario che esse vengano somministrate in quantità tali da poter svolgere per es. delle azioni antiossidanti per proteggere le cellule e le loro strutture dell’azione dannosa dei radicali liberi. Una ottimale presenza delle vitamine nell’organismo assicura pertanto una perfetta efficienza fisica e psichica ed è in grado di contrastare l’azione patogena di batteri, virus e sostanze cancerogene.

La integrazione vitaminica della dieta deve essere effettuata con prodotti dietetici che contengono o tutte le vitamine in equilibrato rapporto tra loro in base al fabbisogno giornaliero oppure con prodotti che contengano alcune vitamine, come quelle antiossidanti, in concentrazione ottimale per svolgere l’effetto protettivo. Le vitamine antiossidanti C ed E ed il Beta-carotene, svolgono un ruolo protettivo estremamente importante per prevenire i danni causati dai radicali liberi. I radicali liberi sono atomi o molecole o complessi ad elevata reattività che contengono uno o più elettroni spaiati nell’orbitale periferico.

Essi si possono formare da composti organici, da metaboliti, da alimenti, per fattori ambientali ed in alcune reazioni intermedie della respirazione degli organismi viventi. I danni che possono derivare dalle reazioni radicaliche sono molteplici: alterazioni della fluidità e funzionalità della membrana cellulare, accelerazione dei processi di invecchiamento, infiammazione, cancerogenesi, danno epatico, danno polmonare, aterosclerosi. Di norma i radicali liberi vengono bloccati dai meccanismi di difesa fisiologici operanti nelle cellule; tali meccanismi comprendono la vitamina E, la vitamina C e il Beta-carotene che hanno proprietà antiossidanti, nonchè diversi enzimi come la superossidodismutasi, la glutationperossidasi e la catalasi.

Si ritiene che per ottenere questi effetti protettivi da parte delle vitamine antiossidanti sia indispensabile ricorrere alla integrazione vitaminica della dieta con prodotti in cui le vitamine C ed E ed il Beta-carotene siano presenti in rapporti ben definiti in relazione al loro fabbisogno quotidiano.

Con l’introduzione terapeutica degli antibiotici sono stati osservati numerosi casi di disvitaminosi da farmaci. Le lesioni delle mucose (disvitaminosi del complesso B), i segni di carenza di acido ascorbico e vitamina K diventarono talmente frequenti da non essere presi quasi più in considerazione dagli esperti del settore. 

Tuttavia sono state descritte le azioni devitaminizzanti di nuovi farmaci e il meccanismo d’azione con cui le provocano, tanto da mettere in rilievo che tutti i farmaci, indistintamente, son capaci di esercitare una attività devitaminizzante. Pertanto una adeguata somministrazione vitaminica soprattutto durante le terapie farmacologiche a lungo termine, eliminando completamente i presunti rischi da iperdosaggio, non può che favorire un recupero fisiologico ottimale senz’altro più immediato.

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L'INTEGRAZIONE VITAMINICA PER IL BAMBINO

Il fabbisogno vitaminico durante tutta l’età evolutiva è particolarmente rilevante in relazione al rapido accrescimento e agli intensi processi biosintetici ed energetici che caratterizzano l’età pediatrica. Fortunatamente le tradizionali avitaminosi come il rachitismo, la pellagra, il beri beri, lo scorbuto o comunque i gravi stati carenziali fanno parte della letteratura o si riscontrano solo nei paesi ove sussistono delle gravi condizioni di malnutrizione globale. Tuttavia, seppure nei paesi sviluppati i regimi alimentari mettono al riparo da gravi carenze, inchieste epidemiologiche dimostrano la presenza di stati carenziali subclinici, limitati ai primi stadi, legati ad un tipo di alimentazione sempre più condizionata dalla società industriale. A ciò concorrono numerosi fattori: il sempre più diffuso uso di alimenti raffinati al posto di quelli naturali, di quelli conservati o precotti al posto di quelli freschi, la sterilizzazione del latte, l’esposizione alla luce e al calore, la contaminazione con metalli pesanti, con la conseguente distruzione o riduzione delle vitamine attive, soprattutto di quelle idrosolubili.

Le manifestazioni cliniche in queste condizioni sono aspecifiche (astenia, anoressia, irritabilità, perdita di peso) e la carenza vitaminica è diagnosticabile solo mediante la valutazione di reazioni metaboliche. Da qui l’importanza di una corretta ed adeguata integrazione vitaminica non solo nel bambino con patologie acute e croniche, che comportano secondariamente stati carenziali, ma anche nel bambino sano o apparentemente sano.

Nel neonato di basso peso è necessaria una supplementazione di routine con le vitamine D, E, K, tra le liposolubili e con le vitamine C, B6, l’acido folico tra le idrosolubili.

L’integrazione vitaminica nel lattante è funzionale al tipo di allattamento: latte materno, latte vaccino, latti adattati o latti speciali. Il latte di donna è fortemente influenzato, per quanto riguarda il contenuto vitaminico, dalla dieta della nutrice e presenta anche ampie variazioni stagionali, resta però sempre l’alimento ottimale con una adeguata integrazione per la vitamina D. Lo scarso contenuto, invece, nel latte vaccino della maggior parte delle vitamine liposolubili e la termolabilità delle idrosolubili rendono indispensabile una integrazione vitaminica più ampia.

I latti adattati e quelli speciali del commercio hanno invece un contenuto adeguato ai fabbisogni del lattante. Nel bambino divezzo, a partire dal secondo anno di vita, le integrazioni sono assenti o saltuarie. Se si considera però che anche in uno stato di intake nutritivo ottimale il bambino risulta adeguatamente coperto sono per alcune vitamine si comprendere l’importanza dell’integrazione vitaminica abituale nella dieta. Questa diventa poi necessaria qualora il ragazzo con il crescere finisca per prediligere quegli alimenti di largo consumo, ampiamente reclamizzati, ricchi di carboidrati solubili e di grassi; sono egualmente a rischio coloro che, per vari motivi, seguono diete limitate, per qualità e quantità, come i vegetariani assoluti.

Esistono infine condizioni fisiologiche e patologiche come il rapido accrescimento, l’intensa attività fisica, gli stati febbrili, alcune endocrinopatie, in cui il fabbisogno vitaminico è aumentato e quindi l’integrazione della dieta diviene necessaria.

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L'INTEGRAZIONE VITAMINICA PER GLI ANZIANI

Mentre si diffonde, nei più svariati modi, una corretta educazione alimentare e le tecniche di preparazione e di conservazione dei cibi migliorano costantemente, numerosi indagini epidemiologiche indicano concordemente che la popolazione anziana è esposta a subcarenze, e non infrequentemente, a vere e proprie carenze vitaminiche. Vari sono i problemi dell’alimentazione che possono condurre allo sviluppo di malnutrizione. Tra questi vi è la diminuzione di alimenti che si accompagna alla progressiva riduzione del metabolismo basale e dall’attività fisica. Particolarmente esposti al rischio di ipovitaminosi e di disvitaminosi sembrerebbero essere soprattutto gli anziani non autosufficienti, isolati e comunque istituzionalizzati.

La dieta ideale per l’anziano è la più variata possibile: ricca di proteine (preferibilmente pesce, legumi, e carni bianche), ricca di vitamine e minerali (frutta e verdure fresche). Numerose ricerche hanno inoltre messo in evidenza le interrelazioni fra le diverse vitamine quali la tiamina, la niacina, la piridossina, la vitamina B12, la vitamina C e le attività mentali, compresa la memoria.

Particolare importanza assumono, infine, le vitamine C, E ed il beta-carotene per la loro azione antiossidante nei riguardi dei fenomeni perossidativi, che rivestono un ruolo non indifferente nel determinismo dell’invecchiamento. L’integrazione della dieta con tutte le vitamine in equilibrato rapporto è quindi indispensabile per l’anziano.

Il ruolo dell’apporto vitaminico per correggere e prevenire alcune malattie assai diffuse dell’apparato respiratorio, si è venuto chiarendo negli ultimi anni. La bronchite cronica, l’enfisema ed il cancro bronchiale sembrano nel momento attuale le alterazioni respiratorie che maggiormente risentono di un adeguato apporto vitaminico. Le vitamine che appaiono indispensabili in questo settore sono la A, la E e la C. Alcune di esse (vit. A) svolgono un ruolo epitelioprotettore indiscutibilmente accertato; le vitamine C ed E, viceversa, esercitano la loro azione terapeutica come agenti antiossidanti, entrando in quel complesso meccanismo che è alla base delle difese biologiche delle vie aeree.

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L'INTEGRAZIONE VITAMINICA  PER LA DONNA

Il fabbisogno vitaminico della donna ha particolari peculiarità in quanto esistono dei “momenti a rischio” in cui gli stati di ipovitaminosi sono più facili ad instaurarsi come durante il periodo dello sviluppo, della gravidanza, dell’allattamento e della menopausa. Durante la gravidanza, per le esigenze dello sviluppo fetale, il fabbisogno aumenta per tutte le vitamine del 20 % e di un ulteriore 10% durante l’allattamento. Le vitamine, inoltre, sono indispensabili anche per il mantenimento di una ottimale attività della cute e dei suoi annessi ed è pertanto molto opportuna l’applicazione d iesse su tale organo in quanto, se ben veicolate, possono penetrare attraverso i tessuti cutanei.

L’integrazione vitaminica per la donna non solo è utile ma indispensabile per assicurare salute, benessere e bellezza. Un ruolo protettivo particolarmente importante svolgono alcuni complessi vitaminici, somministrati in opportuna dose, nei riguardi di alcune malattie degenerative che interessano l’apparato genitale femminile come molte ricerche hanno messo in evidenza.

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L'INTEGRAZIONE VITAMINICA PER GLI SPORTIVI

Il problema della adeguata alimentazione per gli sportivi, ai fini della migliore efficienza fisica, non si esaurisce con il giusto apporto di energia degli alimenti e con l’assunzione dell’acqua ma richiede anche una ottimale quantità di vitamine. A causa del maggiore dispendio energetico e dell’aumentato impegno metabolico, il fabbisogno vitaminico dell’atleta è più elevato in conseguenza soprattutto della funzione coenzimatica delle vitamine.

L’esercizio fisico intenso è accompagnato anche da una sigificativa produzione di radicali liberi con aumento del rischio di danni cellulari; in particolare l’attenzione dei ricercatori si è concentrata sui fenomeni di perossidazione lipidica delle membrane biologiche che sembrano avere una certa importanza nell’eziopatogenesi del dolore muscolare e del rilascio in circolo di proteine muscolari enzimatiche.

Questo fenomeno di comune osservazione circa 24-48 ore dopo uno sforzo muscolare intenso si verifica sia per esercizi di tipo isometrico che isotonico ed è molto più evidente in soggetti non allenati.

In questo ambito la vitamina E, come “scavenger” dei radicali liberi svolge un ruolo essenziale nel conservare la normale funzionalità delle membrane cellulari durante l’esercizio fisico e prevenire o ridurre i processi ossidativi dei lipidi. In una nostra ricerca abbiamo dimostrato in giovani atleti una modificazione dei livelli plasmatici di alcuni antiossidanti come la vitamina E, la superossidodismutasi ed il TRAP dopo un intenso sforzo muscolare; da risultati ottenuti abbiamo messo in evidenza che la somministrazione di vitamine antiossidanti negli sportivi trova una razionale giustificazione non certo sul piano del rendimento muscolare ma per il loro elevato potere protettivo.

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